Non esiste alcuna norma che vieti di servire l’acqua del rubinetto al bar.
Anzi ogni attività che somministra alimenti, cosa che sono i bar, è obbligata dall’Ordinanza del Ministero della Salute del 3 aprile 2002 ad avere una fonte di acqua potabile.
Ci fu un’interpretazione errata del Decreto del 24 marzo 2005 del Ministero delle Attività Produttive, che indica, in realtà, i nuovi formati dei contenitori per l’acqua, infatti secondo il decreto precedente, del 1980, gli unici formati erano da 2000, 1500 o da 500 ml. Con i decreto del 2005 vengono aggiunti quelli da 125, 250, 330 millilitri, oltre che l’obbligo di servire, in caso di richiesta di acqua minerale, la confezione sigillata. Non c’è però alcun accenno al divieto di servire un bicchiere di acqua del rubinetto. Molte attività attualmente si stanno attrezzando con dei depuratori, che servono a eliminare l’odore e i batteri dell’acqua del rubinetto prima di servirla ai clienti. In ogni caso va sottolineato come in Italia la maggior parte delle acque sia potabile e berla permette di diminuire l’inquinamento legato alle PET e risparmiare i soldi per comprarla imbottigliata.

L’unica cosa di cui è importante tenere conto è la pulizia e il controllo dell’impianto idrico. Nel caso in cui l’acqua destinata al consumo umano venga conservata in pozzi o cassoni nel manuale HACCP del bar o del ristorante va indicata la frequenza di pulizia delle cisterne e la frequenza dei controlli microbiologi.
Se, invece, l’acqua proviene dalla rete comunale solitamente analisi e verifiche non vengono richieste.