FAQ

Chi deve seguire il corso di formazione HACCP?

Secondo il complesso panorama normativo attualmente vigente che regola la sicurezza alimentare (sia a livello nazionale che internazionale), i lavoratori che operano nel settore alimentare devono seguire uno specifico corso di formazione e di aggiornamento HACCP.

Le figure interessate possono essere raggruppate in questo modo:

  • responsabile dell’industria alimentare
  • addetti che manipolano alimenti
  • addetti che non Continua >

Quali sono le sanzioni per chi non rispetta le norme HACCP?

Il Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 193, sull’“Attuazione della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore” all’articolo 6 definisce le sanzioni a carico di chi non rispetta quanto prevedono i regolamenti europei.

In particolare, le sanzioni vengono applicate a:

Bisogna seguire anche un corso di aggiornamento HACCP?

Il corso di aggiornamento HACCP è un obbligo previsto dalla normativa che definisce le misure di autocontrollo da mettere in atto per garantire la sicurezza alimentare.

Sono obbligati a seguire un corso di aggiornamento HACCP:

  • i responsabili dell’industria alimentare
  • gli addetti che manipolano alimenti
  • gli addetti che non manipolano alimenti

Il periodo di tempo che deve Continua >

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Quando misurare le temperature del frigorifero?

È obbligatorio scrivere la temperatura del frigo tutti i giorni?

All’interno del frigorifero di un bar, ristorante ma anche panetteria e in generale di qualsiasi esercizio del settore ristorazione, sono presenti alimenti ovviamente diversi, che richiedono temperature diverse. La prima regola quindi, a prescindere da quanto dispone la normativa regionale per Continua >

Dove fare un corso HACCP?

I titolari di aziende appartenenti al settore alimentare e della ristorazione sono tenuti, per legge, a fornire un’adeguata formazione ai propri dipendenti in materia d’igiene e sicurezza degli alimenti. I lavoratori che operano nei suddetti scomparti, infatti, devono essere a conoscenza di quali procedure devono mettere in atto per garantire Continua >

Che cosa fare per aprire un bar?

Aprire un bar è una delle start up più ambite ma anche quella che richiede maggiore impegno e determinazione. Sono molti gli aspetti da non sottovalutare e da curare per avviare un’attività come il bar che comunque prevede la conservazione e manipolazione di alimenti anche molto delicati, come prodotti freschi Continua >

Cosa dice la Normativa HACCP?

Il bar, come altre strutture in cui si manipolano e servono alimenti destinati al consumo umano, è sottoposto a rigidi controlli in materia di sicurezza alimentare. Il sistema di autocontrollo alimentare o HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) rappresenta l’insieme delle azioni che ogni operatore del settore alimentare deve Continua >

Il barista deve seguire un corso haccp?

Il barista, come addetto alla manipolazione e somministrazione degli alimenti, è tenuto a frequentare il relativo corso obbligatorio di formazione HACCP per l’autocontrollo alimentare e la gestione dei rischi di contaminazione, applicando la normativa sulla vigilanza, volta alla tutela della salubrità degli alimenti somministrati (bevande ed alimenti).

Il corso per barista, in Continua >

Quali sono i requisiti igienici di un bar?

Il bar, in quanto attività commerciale che somministra alimenti, deve soddisfare gli standard igienici previsti dal sistema HACCP per garantire il pieno rispetto della normativa e la salute del consumatore.

I requisiti igienici che un bar deve rispettare sono essenzialmente di carattere strutturale (insiti nella struttura) ma anche legati all’arredamento del locale e Continua >

Si può bere l’acqua del rubinetto dei bar?

Non esiste alcuna norma che vieti di servire l’acqua del rubinetto al bar. Anzi ogni attività che somministra alimenti, cosa che sono i bar, è obbligata dall’Ordinanza del Ministero della Salute del 3 aprile 2002 ad avere una fonte di acqua potabile. Ci fu un’interpretazione errata del Decreto del 24 marzo Continua >