Il settore alberghiero, della ristorazione e del catering, cosiddetto Horeca, compare tra i primi posti in Europa per l’impiego di un gran numero di dipendenti (quasi 8 milioni). Il 90% delle aziende è di piccole dimensioni, con meno di 10 lavoratori o a conduzione familiare.I ristoranti e i bar sono le attività prevalenti, con la presenza di tre quarti degli operatori del settore.

Buona parte degli addetti è rappresentata da giovani e poco più della metà è di sesso femminile. Tale tipologia di professioni prevede ritmi pesanti, ore di lavoro serali, notturne e nei fine settimana, posture erette e statiche prolungate, stress, mansioni monotone e, talvolta, aggressività da parte di clienti, colleghi e titolari. Questi aspetti, che possono incidere negativamente sulla sicurezza e sulla salute degli operatori del settore, sono racchiusi nel Rapporto dell’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha), volto all’identificazione dei principali fattori di rischio e alla descrizione di buone pratiche per la prevenzione degli infortuni e delle patologie professionali.

Le più frequenti cause d’infortunio individuate nel settore Horeca sono tagli, bruciature e cadute, mentre le malattie professionali predominanti sono a carico dell’apparato muscolo-scheletrico. Nel rapporto dell’Agenzia Europea si evince l’importanza delle misure preventive, quali: valutazione dei rischi, partecipazione attiva dei lavoratori, responsabilità dei titolari, collaborazione in iniziative a livello regionale, nazionale o di settore e formazione mirata in base alle caratteristiche dei soggetti interessati (donne, giovani, stranieri o imprenditori).