In ogni bar deve essere presente un responsabile della sicurezza degli alimenti che abbia seguito un regolare corso HACCP. Il Reg. 178/2002 all’art. 3 definisce l’Operatore del Settore Alimentare come la persona fisica o giuridica responsabile di garantire il rispetto delle disposizioni della legislazione alimentare nell’impresa alimentare posta sotto il suo controllo. Il responsabile haccp dell’industria alimentare deve quindi garantire sia davanti ai cittadini che davanti alle autorità competenti che:

  • gli impianti e le attrezzature ricevano regolare manutenzione;
  • gli impianti e le attrezzature siano a norma di legge;
  • gli addetti ricevano una formazione adeguata;
  • tutte le fasi della produzione soddisfino i requisiti di igiene e sicurezza alimentare;
  • i casi di non conformità vengano corretti nel minor tempo possibile.

In quanto responsabile è passabile di sanzioni amministrative:

Mancato rispetto dei requisiti igienici Sanzioni
Strutture destinate agli alimenti da 500€ a 3000€
Locali in cui gli alimenti vengono preparati, trattati o trasformati da 500€ a 3000€
Mancata notifica all’Autorità Competente di un laboratorio che esegue una qualsiasi delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione di alimenti, oppure le effettua quando la registrazione é sospesa o revocata da 1500€ a 9000€
Mancata o non corretta applicazione dei sistemi e/o delle procedure del Sistema HACCP predisposte per garantire la sicurezza alimentare da 1000€ a 6000€
Mancato rispetto del termine di tempo entro il quale tali inadeguatezze devono essere eliminate da 1000€ a 6000€

Nel caso di ripetizione per tre volte delle violazioni citate, a seconda della gravità, si incorre in:

  • chiusura da 5 giorni a 3 mesi;
  • sospensione temporanea della Dia/Diap con notifica al Comune;
  • revoca definitiva della Dia/Diap con notifica all’Autorità Giudiziaria per fatti pericolosi per la salute pubblica.

Un bar, come qualsiasi altra attività del settore alimentare, può essere chiuso anche per motivi igienico-sanitari, fatto che di per sé è grave sia dal punto di vista legislativo che da quello dell’immagine dell’attività stessa. Le motivazioni di chiusura possono essere:

  • mancanza dei requisiti igienico-sanitari necessari per il rilascio dell’autorizzazione sanitaria (DIA o DIAP) secondo quanto stabilito dal D.Lgs. 507/99;
  • casi di recidiva fino a 6 mesi o, in caso di maggiore gravità per la salute pubblica, anche la chiusura definitiva in base alla Legge 283/62;
  • in caso di non conformità al Reg. CE 882/04 sospensione delle operazioni o chiusura in toto o in parte per un appropriato periodo di tempo.