La birra, antica bevanda sempre comunque di attualità, diventa spesso l’occasione per un rapido incontro anche di lavoro.

Del resto è una delle bevande tipiche della tradizione italiana ed è praticamente omni presente in qualsiasi locale abbia a che fare con la gastronomia, dal ristorante di prima scelta al caratteristico bar di quartiere.

Addirittura in molte grande città si aprono locali specializzati in questo prodotto, dal pub in stile irlandese a locali che vanno a richiamare la grande tradizione dell’aperitivo tipico del Nord Italia e dei paesi anglosassoni.

Tipicamente viene servita in due modi: in bottiglia o alla spina, la normativa HACCP per le birra in bottiglia è la stessa che riguarda qualsiasi altra bevanda servita in questo modo e che quindi richiede particolare attenzione alle temperature dei frigoriferi in cui viene conservata nonché al controllo sistematico del livello igienico – sanitario del frigorifero stesso.

L’autocontrollo alimentare per quanto riguarda la birra alla spina differisce in qualche punto, non fosse altro perché la birra alla spina è contenuta in tutt’altri contenitori e viene erogata in tutt’altra maniera rispetto la bottiglia.

Come per tutte le altre pietanze o bevande offerte in un bar essa deve garantire durante tutto il percorso della catena alimentare caratteristiche qualitative che rispondano alla normali regole di sicurezza alimentare, in più, come detto, richiede, per una costante qualità nell’erogazione che il relativo impianto che ne permette la mescita sia sempre monitorato e rispetti le più elemetari regole di igiene alimentare.

Una buona regola comportamentale per il barman, che dovrebbe aver fatto propria durante l’obbligatorio corso haccp online previsto dalla attuale normativa, sarebbe quella di non lasciare il fusto sotto la spina oltre i 4 giorni dall’avvenuta apertura della stessa.

La spina stessa, intesa come l’impianto che consente il passaggio della birra dal fusto al boccale, andrebbe regolarmente pulita possibilmente da un tecnico specializzato per evitare che, fra le altre cose, i sedimenti che inevitabilmente si formano nel fusto possano arrivare nel boccale del consumatore.

Sedimenti che di per sé non sono altro che muffe non tossiche che però, non fosse altro che per un mero fatto estetico, sarebbe meglio non presentare al cliente.