Qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, che aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere che diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente”, così nella Direttiva del Consiglio 89/107/CEE viene descritto l’additivo alimentare.

Nella stragrande maggioranza dei prodotti che consumiamo, frutto della moderna produzione alimentare, sono presenti gli additivi, per questo per tutelare la sicurezza e l’igiene degli alimenti questi devono essere sempre indicati nelle etichette. Vediamo quindi che tipologie di additivi esistono e come riconoscerle sulle etichette delle confezioni che popolano scaffali di bar e supermercati.

Gli additivi alimentari sono generalmente identificati da un codice alfanumerico e vengono in base alla funzione che svolgono in coloranti, conservanti, antiossidanti, correttori di acidità, addensanti, emulsionanti, stabilizzanti e aromatizzanti.

  • I coloranti sono indicati con i codici da E100 ad E199. Servono semplicemente a rendere il prodotto visivamente più piacevole e invitante colorandolo esternamente o internamente.
  • I conservanti sono indicati con i codici da E200 ad E299 e vengono aggiunti ai prodotti alimentari con lo scopo di rallentarne il deterioramento.
  • Gli antiossidanti sono indicati con i codici da E300 ad E322 e vengono utilizzati per impedire o rallentare il processo di ossidazione degli alimenti.
  • I correttori di acidità sono indicati con i codici da E325 ad E385 e servono a controllare l’acidità o alcalinità.
  • Addensanti, emulsionanti e stabilizzanti sono indicati con i codici da E400 ad E495 e vengono aggiunti per legare i componenti dei prodotti alimentari.
  • Gli aromatizzanti sono utilizzati per conferire particolari aromi e profumi al prodotto alimentare. Questa tipologia di additivo alimentare non corrisponde a nessun codice, secondo la legislatura italiana infatti è sufficiente che nell’etichetta del prodotto venga riportata la dicitura generica di “aromi naturali” o “aromi artificiali” secondo l’origine della sostanza aromatizzante.